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Perché chiamare un Helpline |
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Chiunque può avere bisogno di aiuto.
Ognuno di noi potrebbe rivolgersi ad una helpline: donne, uomini, genitori, adolescenti, anziani, persone colpite da gravi patologie, persone affette da dipendenze, persone sole. Talvolta non tutti però desideriamo parlare del nostro problema con qualcuno di persona, perché in quel particolare momento non siamo pronti per un colloquio faccia a faccia con uno specialista; in questo caso l’anonimato e il carattere di riservatezza del telefono (o di un servizio di aiuto via e-mail) non hanno prezzo e possono farci decidere di chiedere aiuto a qualcuno semplicemente “capace di ascoltare”.
D’altra parte chi decide di rivolgersi ad una helpline sovente si trova in uno stato di stress molto forte, di bisogno urgente, e ci vuole coraggio, forse anche un certo livello di disperazione per telefonare ad un servizio fino ad allora sconosciuto per chiedere aiuto senza sapere con certezza se dall’altra parte ci sia una persona o una segreteria telefonica. Eppure ogni giorni migliaia di persone accettano il rischio.
Spesso una sola chiamata ad un centralino di ascolto può essere sufficiente ad indirizzarci verso un auto-aiuto oppure indicarci un servizio specifico per il nostro problema, e il fatto di aver telefonato e potuto parlare con un operatore preparato, attento, sensibile, può rappresentare l’aiuto fondamentale di cui avevamo bisogno in quel momento.
Ogni helpline ha la sua specifica identità e caratteristica, non esistono due servizi uguali ma tutti hanno il dovere di assicurare a chi chiama il miglior aiuto possibile attraverso risposte competenti e accurate, qualunque sia la linea di ascolto interpellata.
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